La magistratura indipendente è la base della democrazia. Difendiamo l'autonomia della magistratura e l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
La riforma costituzionale della magistratura (cosiddetta "riforma Nordio") del 30 ottobre 2025 modifica sette articoli della Costituzione. Non introduce solo la "separazione delle carriere" tra giudici e pubblici ministeri, come spesso si legge. Fa molto di più.
Toglie ai magistrati il diritto di eleggere i propri rappresentanti (sostituito dal sorteggio), crea squilibri tra componenti togati e laici, riduce il potere disciplinare. Altera profondamente l'equilibrio tra i tre poteri dello Stato.
Non affronta tempi lunghissimi, mancanza di personale, di risorse e burocrazia. Anzi, creare tre organismi indipendenti triplica i costi, disperdendo risorse che potrebbero migliorare procure e tribunali.
Separare le carriere trasforma il PM da figura pubblica a parte processuale speculare alla difesa. Il rischio: un PM che deve "vincere" anziché "cercare la verità", vulnerabile alle pressioni politiche.
Approvata senza i due terzi del Parlamento, con procedimento "blindato" senza possibilità di emendamenti. Contraria all'intento costituzionale di favorire condivisione ampia e tempi di riflessione distesi.
Dichiarazioni pubbliche del governo confermano preoccupazioni. Si parla di "invadenza" della magistratura, lamentando i controlli di legalità. Ma l'indipendenza della magistratura serve a proteggere i diritti di tutti i cittadini.
L'Alta Corte disciplinare avrà composizione ancora indefinita. La legge dice solo che i magistrati "saranno rappresentati" – ma non in che numero e proporzione. Una maggioranza politica potrebbe fare leggi per cui sono i suoi rappresentanti a giudicare, in maggioranza, il magistrato. Il rischio di pressioni, interferenze e intimidazioni esiste concretamente.
Siamo chiamati a confermare o bocciare la "riforma Nordio"
La Costituzione prevede possibilità di modifiche, ma richiede un procedimento complesso che incoraggi condivisione ampia e tempi di riflessione distesi. Proprio il contrario di quello che è avvenuto. Per questo siamo al referendum.
In una democrazia liberale, la magistratura indipendente serve esattamente a far sì che il potere giudiziario possa limitare il potere esecutivo e controllare che rispetti le leggi, a tutela di tutti i cittadini. Questo equilibrio tra poteri non è un'invenzione italiana: è uno dei cardini delle democrazie liberali, che oggi è sotto attacco in molti Paesi d'Europa e nel mondo.
Senza magistratura indipendente: la legge non è uguale per tutti.
Vai al referendum. Vota NO alla riforma Nordio. Difendi la democrazia.